mercoledì, marzo 05, 2008, ore 19:13

Un fantastico compleanno

Nel corso della nostra esistenza trascorriamo gran parte del nostro tempo senza apportare grande miglioria al nostro essere. Sporadicamente, più di quanto facciano delle particolari vicende, ci svincoliamo dall'insignificante procedere e questo ad opera di un essere umano. Ciò è accaduto con i miei amici, con i caldi abbracci e con gli scontri famigliari.. sicuramente lontani dalla mia persona ma solo fisicamente. A volte certi incontri possono dare un senso a ciò che sei e a ciò che hai vissuto in questi anni. Vengono a turbare la tua esistenza e portano sapienza, migliorandoti per sempre...oh si! Certo! Sono rari, ma quando ti travolgono è impossibile tralasciarli in un recondito spazio della tua mente...riemergono spesso e ciò è un bene.

In questo periodo, ma non solo, torna più frequente l'immagine purtroppo incorporea di qualcuno che ha fatto di me ciò che sono a prescindere, e ovviamente sottolineo, dai meriti famigliari.

Forse nel giorno della propria nascita più che esaltare se stessi sarebbe più corretto ringraziare chi ha fatto qualcosa per rendirti ciò che sei. Coloro che hanno piacere ad averti accanto, probabilmente dovrebbero ringraziare chi mi ha procreato e dovrebbero essere felici per se stessi se ciò rende la loro esistenza più piacevole... il merito non è mai di un solo uomo e un uomo ha valore solo se ha una parte nel quadro astratto dell'esistenza di qualcun'altro...non con puro spirito di esaltazione ringraziarti perché esisti,sarebbe solo egocentrismo per qualcuno e non devono esistere idoli, ma essere felici con te e con se stessi.   

Un giorno conobbi qualcuno di innata e naturale esperienza, come solo pochi esseri sulla terra possono possedere e una famiglia con una forza ed umanità indescrivibile che ancora oggi devo ringraziare. Egli semplicemente attraverso la sua esistenza mi ha regalato una parte di se, senza chiedere nulla, senza porsi alcun quesito su chi fossi...sempre lì pronto a dialogare, a sorridere e a vivere a dispetto di tutto ciò gli potesse aver riservato la trama contorta delle leggi naturali. Umano come nessuno, vivo come nessuno, cosciente come nessuno...ebbene...alla vigilia del mio anniversario di nascita, a dispetto della tradizionale tendenza a concedersi dei regali materiali, vorrei concedermi il lusso di un regalo inconsistente...impalpabile... ma che posso percepire intensamente...perché quando tramontò il suo sole ardente,rosso senza alcuna sfumatura, ognuno dei suoi raggi, sostegno per la vita di molti, penetrò in quella moltitudine di persone e lì rimane ancora oggi...Per questi motivi o perché semplicemente in questo istante ne sento egoisticamente la necessità, vorrei che fino alla fine dei miei giorni il ricordo e gli effetti che tale incontro hanno determinato possano vivere in me...che possano continuare a rendermi orgoglioso di ciò che sono e delle persone che hanno fatto di me ciò che sono, con le mie turbe e i miei pregi sempre ne esistano...vorrei continuare a concedermi il lusso di utilizzare la sua persona come esempio anche con i miei ragazzi a scuola. 

Caro amico mio non è idolatrare, perché non hai bisogno di tali parole per esaltare stupidamente il tuo ego incorporeo...quindi concedimelo...sarà così un fantastico anniversario di nascita. 

Sono ricordi...quanti se ne accumulano, quanti vengono scremati dalle attività cerebrali...ma quanti diventano radici per la tua persona?...Quanti non hanno bisogno di essere continuamente riportati in superficie per non essere dispersi nelle vie neurali?...

Questa mia esternazione non ha nessuna intenzione di costruire una graduatoria sulla persone che hanno una importanza per me...ognuno ha il suo ruolo e gliene sono grato immensamente...ognuno è un pezzo del mio intricato mosaico, una porzione della mappa che mi porterà a seguire il mio percorso naturale.

Esistono molte radici, ma solo alcune riescono a farti assorbire i nutrienti da un terreno poco fertile, di quelle sto parlando, grazie a quelle ho in parte coscienza di ciò che sono e so che non è solo merito di un uomo,ma delle strade che si sono incrociate...perché il vaso che alimenta il proprio IO ha affluenti che dipartono da altre anime.

P.S. non rileggo ciò che scrivo..le parole devono essere una trascrizione dei miei pensieri...potrebbe non avere nessun senso e nemmeno essere lessicalmente corretto...ma ciò non conta...vero C.?

Nino I. 5 Marzo 2008 

EverEveRules
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lunedì, febbraio 18, 2008, ore 21:11

Non devi necessariamente possedere per amare. Puoi immergerti nell'irrazionale senza toccare il soggetto del tuo amore... non l'oggetto. E' umanamente naturale percepire lo strazio nel non potere materializzare in un gesto una sensazione così forte...ma le vie più semplici ed ovvie non sono mai le uniche e non lo sono mai state se non per gli stolti...e spesso non sono le migliori...

Per amare non ti devo possedere...per amare forse non c'è bisogno che tu esista...ma sarebbe idilliaco trovarti accanto a me al risveglio...allo scrosciare della pioggia sul tetto...nella totale oscurità...perché non ho bisogno di vedere per sapere che ci sei...perché tu esisti anche se non ci incontreremo mai.

Nino 7Febbraio2008

 

EverEveRules
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martedì, febbraio 05, 2008, ore 22:11

Immensamente, silenziosamente e silente...ci si avvicina a quegli attimi che fortemente ti hanno segnato, plasmato in una moltitudine di esseri portandoti a dimenticare l'unicità del tuo essere, abbandonandolo in una piccola alcova che stanzia nel nucleo interno della tua carne...perso, distante...ma palesemente mai dimenticato.

Ricerca ancora uno spiraglio affinché una piccola raggiante onda di luce possa colpire in profondità e ridestare quella adolescente essenza ,nevrotizzando e riorganizzando ciò che ha costruito il guscio per occluderla..ma niente di fisicamente palpabile e nessuna azione-risposta immediata può irrompere nel procedere lento...e rimane laggiù senza impedire l'esistenza, così...tranquillamente.....unico sintomo?.....piccola scossa di melanconia, così lieve da far sorridere...attendendo ... pazientemente.... su uno scoglio inondato di casualità fino a quando una di queste non spezzerà le catene.

EverEveRules
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domenica, dicembre 09, 2007, ore 23:00

A volte si ritorna o probabilmente non si è mai lasciato nulla ma solo sospeso. Ci si addormenta per rigenerare parti di se in attesa di tornare, almeno in parte, quella figura docile e fortemente sognatrice. A volte un barlume di essa riesce a riemergere, ma il più delle volte è schiva, timorosa ed allora torna a rinchiudersi in posizione fetale e così rimane per lungo tempo.
Proveremo a riesumare ciò che il tempo ha destinato al tempo.

A presto...sperando sia al più presto.
EverEveRules
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domenica, aprile 08, 2007, ore 12:24

Ogni tanto, quando il vento riesce a trascinarmi permettendomi di atterrare nuovamente lungo le rive del mio mare, torno in questo blog.

E' un susseguirsi di pensieri e parole, a volte insane, più spesso permettono di riconoscermi in qualcosa che la frenesia dei giorni porta alla dimenticanza.

E lungo la via dei ricordi mi faccio accompagnare dal suono del grembo materno di una terra che tende a respingerti ma dalla quale non potrai mai staccare le tue appendici.

Il tutto al suono die Sophia, non c'è nulla di più indicato!

A presto.

EverEveRules
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venerdì, gennaio 05, 2007, ore 17:24

Ogni tanto potresti scrivere qualcosa!

Ma non ho una connessione a disposizione

tutte scuse, un pc lo trovi

Intendo una connessione aperta tra le mie emozioni e la porzione del cervello che le possa trasferire su blog

Ah ok

Questo è il dialogo tra il vuoto e le parole in esso disperse

EverEveRules
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mercoledì, dicembre 28, 2005, ore 02:21

Ho trovato una poesia che esprime abbastanza bene un possibile mio messaggio.P.S. L'eternità è un concetto "estremistico" quindi non mi associo, per altro trovo la poesia sintetica ma esaustiva...a voi.
Tratta da "Sonetti dal portoghese" (1847)
Poetessa inglese. In seguito alle crisi familiari,
fuggiì con l'amato Robert Browning a Firenze dove
avrebbe vissuto nuova vita e avuto un figlio, Pen.
Opere: "Poesie" (1844), "Le finestre di casa Guidi" (1851),
"Poesie davanti al congresso" (1860).

ELIZABETH BARRETT BROWNING

Sonetto XIV

Se devi amarmi, per null'altro sia
se non che per amore; non dire mai:
"L'amo per il sorriso, per lo sguardo,
la gentilezza del parlare, il modo
di pensare conforme al mio,
che mi rese sereno un giorno".
Queste son tutte cose che posson mutare,
Amato, in sé o per te, e un amore
così sorto potrebbe poi morire.
E non amarmi per pietà di lacrime
che bagnino il mio volto. Può scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,
e perderti. Soltanto per amore
amami - e sempre, per l'eternità.
EverEveRules
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giovedì, settembre 22, 2005, ore 11:34

Heilàààààààààààà

Trovo un minuto di tempo per scrivere ed avvertire della mia continua esistenza terrena.

L'insegnamento non è poi così male. A parte l'impatto iniziale, davvero intenso, tutto sta scorrendo bene.

Ci sentiremo presto. Spero di aggiornare con maggiore frequenza il blog.

Saluti e baci!!!

 

EverEveRules
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domenica, giugno 19, 2005, ore 17:29

Eppure io ti conosco...

Quando giunge indisponente il sospiro dei ricordi,
un bambino con il suo ingenuo sorriso
si avvicina e ti priva di qualcosa, evanescente o materiale che sia.
Tu non puoi agire nei confronti di tanta inconscia spensieratezza.

Vorresti parlare, spiegare quanto scorretta sia l'azione appena compiuta,
ma lui ti guarda e continua a sorridere senza percepire alcun significato nelle tue parole;
allora il tuo sguardo diventa severo e cerchi di riprendere ciò di cui sei stato privato.
Il viso del bimbo diventa perplesso e poi piano piano, si tramuta in espressione di pianto.

Ti chiedi il perché di tanta tua egoistica meschinità,
perché hai interroto l'idillio inconsapevole che lo imperversava,
forse il desiderio di vederlo turbato quanto te?
Ciò che ti ha tolto affonda ancora nella pelle corazzata costruita attorno alla tua anima.

Allora cedi al desiderio compassionevole del rimedio;
poggiando la tua mano sulla sua testa
la porti al tuo petto.
Fai giungere il tuo pesante battito alle sue piccole orecchie.

A quei padiglioni che poi sono i tuoi,
a quella massa cerebrale che è la tua
riconsegnando alle piccole mani ciò che credevi ti fosse stato tolto
permettendogli così di sorridere, permettendoti di respirare.

...ora puoi ripararti all'ombra di quel piccolo essere umano
e diventi coscente di quanto quell'ombra sia estesa, di quanto possono invertirsi i ruoli
fino ad essere tu quello ad essere cullato, fino ad essere tu il minuscolo essere umano.

19-06-2005
EverEveRules
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lunedì, marzo 14, 2005, ore 23:30

 C'è chi dimentica, c'è chi vuol dimenticare. Ma sappilo, sangue che alimenta il mio ricordo, compagno e amico mio, so che continuerai dolcemente e intensamente a solcare le mie vene e le mie arterie con il ricordo del tuo rosso spirito! Per Te Vero Eroe dei Miei Giorni
EverEveRules
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